Ciao sono una melagrana. Non sono una mela ma ho una bella grana..non sono di certo per tutti e in pochi sanno come trattarmi.
Germoglio tardi, quando tutte le altre piante da frutto sono già nell’apice del loro splendore.
Alla mia nascita sono un fiore rosso, una campanella molto appariscente ma delicata.
Col passare dei giorni la mia bellezza viene un po’ meno. Rimango piccolina come la campanella ma non sono più così sgargiante, non sono piu’ cosi’ delicata. Ho una scorza dura, perdo quelle tonalità che mi hanno sempre fatta notare e per un po’ non do nell’occhio.
Quando gli altri frutti sono arrivati alla fine della loro stagione, quando perdono quella prorompente bellezza per poi svanire a terra tra le foglie.. beh io comincio ad essere notata. Quella scorza dura si è fatta sempre più grande e pian piano prende un colore rosso fiammante. Col passare dei giorni maturo, metto da parte tanti chicchi che all’inizio non dicono un granché. I giorni passano e questi chicchi maturano, evolvono. Io ne vado fiera e mi faccio notare. Ogni giorno di più.
Arriva l’autunno. Il sole non sale più alto nel cielo, gli alberi cambiano colore e sembra che tutto attorno a me sia in festa. L’albero che mi ha cresciuta è ancora bello verde ed io risalto tra quelle foglie. La cosa un po’ mi mette in imbarazzo.. arrossisco.
Il sole passa ogni giorno più basso nel cielo e pian piano prendo un rosso vivo. Mi abbronzo quasi a scottarmi un po’ tanto che alle volte mi vengono delle lentiggini marroncine che a dirla tutta mi rendono ancora più attraente…È difficile che io passi inosservata immersa in questa natura che pian piano perde colore e si spoglia, in queste giornate un po’ fredde e a volte grigie. Infatti ad un certo punto, quando proprio quasi esplodo di vita.. qualcuno mi raccoglie.
Sono un frutto appetitoso ma come ho detto non sono proprio per tutti. I chicchi che ho attentamente maturato in questi mesi sono di certo invitanti: rosso fuoco, belli corposi e pieni di succo dolce con una invitante nota aspra. Per poterli gustare però c’è bisogno di un po’ di attenzione e a volte anche pazienza. Alcuni vengono dissuasi dalla mia scorza dura. Altri dal fatto che anche una volta superato questo scotto non sia cosi’ facile arrivare ai chicchi. Altri ancora vorrebbero che questi chicchi non avessero semi. Insomma.. non mi piacciono le cose semplici lo so, ma è un modo per fare un po’ di selezione.
C’è per esempio modo e modo di affrontare quella mia prima scorza dura. Tantissimi vorrebbero subito arrivare al succo quindi mi dividono secco a metà perché hanno fretta ma così facendo di fatto perdono quasi tutto di me. La mia scorza è sì dura ma appena sotto a questa sono comunque delicata e il rischio è quello di buttare tutto a male quindi sarebbe meglio se venisse affrontata con un po’ di determinazione ma senza fretta o presunzione. Mi piacerebbe che quel nervo bianco che rivelo di tanto in tanto dica come sia meglio proseguire la conversazione. Così facendo magari ci vorrà un po’ più di tempo per capirmi ma alla fine sarà tutto nettamente più dolce.
Altri ancora mi trattano come un’arancia e dopo avermi anche loro fatta a metà mi spremono. Così, senza preoccuparsi di instaurare una conversazione e conoscere pregi e difetti.. e si ritrovano con un succo fatto di entrambi. Un succo non solo più aspro ma che allappa pure. Insomma.. niente a che vedere con quel simpatico gusto dolce e aspro.
Quindi ecco, non sono un frutto per tutti. Chi si limita alla superficie non potrà mai apprezzarmi. Chi va diretto al centro ma con superficialità e fretta fa quasi peggio. Sono un frutto per persone attente, disposte a dialogare. Sono un frutto arrogante? Può essere. Ma sono come sono, con pregi e difetti..e mi piaccio così.


